Non è un momento felice per la complicata Città di Sanremo: Buon Natale per quanto possibile

di Illy Masper

SANREMO. La città della Musica, dei Fiori, del Festival, non vive un momento felice. E non soltanto a causa della pandemia che tocca comunque tutto il mondo; nemmeno per il Festival che si farà con tante precauzioni e purtroppo poco turismo. Tra l’altro sarà un Festival che fungerà da Testimonial al vaccino che verrà: infatti cos’altro ci potrebbe essere di meglio del palcoscenico dell’Ariston, per convincere gli italiani a vaccinarsi incrementando quegli interessi inevitabili che trapelano esserci dietro?

Ma la città non è felice per altri motivi. Motivi più contingenti e più legati all’economia di una località turistica che è messa in ginocchio, certo anche causa Covid, ma anche perché non vede sbocchi, non sa trovare alternative e non è capace di programmare un futuro convincente che sappia riportare questa complicata città ai fasti di un tempo. Eppure il secondo mandato (e ultimo con scadenza tra poco più di tre anni) del Sindaco Alberto Biancheri (nella foto dal viso preoccupato) aveva nel suo intenso programma come priorità il “rilancio internazionale del turismo”, che non è ancora avvenuto; parlava di un’espansione delle infrastrutture che non si vedono; scriveva di coinvolgere maggiormente la Rai, ad esempio, nella realizzazione di quel benedetto PalaFestival che probabilmente vedranno i nostri nipoti. Un sacco di promesse che non riuscirà a mantenere per un primo cittadino che oggi è molto stanco, sfiduciato, amareggiato ed anche preoccupato perché i sui progetti stanno subendo ritardi. E il Covid incide, certamente, ma la sua preoccupazione riguarda ancora altri aspetti, quelli politici: una parte della sua Giunta infatti se la sente sfuggire per mancanza di credibilità o perché non ha mantenuto determinati impegni?

Quindi non è nemmeno un periodo facile per lo stesso Sindaco: quei 1200 punti all’ordine del giorno da risolvere (Casino compreso!) non riesce a soddisfarli, ma non delega nemmeno. Forse perché non si fida o perché certi suoi uomini non sono giudicati all’altezza? Questi poco più di tre anni che lo separano dall’andarsene a “riposo” possono pesare anche sul piano psico-fisico e la sua mente colma di pensieri quotidiani possono influire anche sull’andamento familiare. Alla base c’è la preoccupazione, in parte fondata, che quei suoi due o tre meravigliosi progetti siano al palo in attenta di essere visionati a puntino da istituzioni imperiesi perché vogliono vederci chiaro. Comunque, intanto si faccia questo 71° Covid/Festival poi, a bocce ferme, Palazzo Bellevue (sede del Comune) saprà dare risposte in merito ad una situazione che giorno per giorno sta sfuggendo al controllo dell’inquilino del primo piano il quale, nei giorni scorsi, ha avuto un ennesimo incontro con i vertici di Rai Uno (che però non ha sortito particolari risultati).

In ogni caso Buon Natale a tutti i lettori, operatori turistici e non, per quanto sia possibile.

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