L´albergatrice Claudia Lolli fuori dalla Sinfonica: prima che sia troppo tardi meglio fare un passo indietro.

di Illy Masper

SANREMO. Le recentissime dimissioni da neo-Presidente della Sinfonica, da parte dell´albergatrice Claudia Lolli, non devono stupire affatto perché, chi conosce la situazione, sa bene come lei sarebbe andata incontro in maniera totale a una disfatta tanto personale quanto di gruppo. Meno male che se n’è accorta in tempo, ancor prima di entrare nella voragine gestionale; oltretutto con un pesante Palafiori da gestire, oltre al concorso Area Sanremo (che sarebbe meglio chiudere o regalarlo alla Rai, sempre che lo voglia). Da anni si vocifera di quanto l’Orchestra Sinfonica sia una grossissima palla al piede per Sanremo, la quale non puó permettersela sul piano economico. Costa esageratamente, non è mai stata gestita in maniera opportuna, e non dá alla cittá alcun vantaggio, nemmeno sul piano dell’immagine proiettata all´esterno. Se poi si pensa che non è piú una Sinfonica, ma semplice Ensemble, ancora peggio! Di fatto 22 o 26 (non cambia) musicisti, magari bravi artisticamente, ma molto difficili da gestire singolarmente, non possono certo chiamarsi Orchestra Sinfonica. Adesso il Sindaco deve preoccuparsi di sostituire la Lolli, ma chiunque accettasse quell´incarico, oltretutto pare anche gratuito, andrebbe incontro a tante di quelle grane che ci sarebbe da chiedersi: chi glielo fa fare? Richiamare i ”vecchi” poi sarebbe un altro errore grossolano, per cui l’alternativa a questo punto è una sola: mandare tutti a casa, Fondazione compresa e ricominciare tutto ripartendo da zero. Gli elementi e le idee buone ci sarebbero, anzi ci sono, ma chiunque non accetterebbe mai una situazione ambigua come quella attuale. Quindi si chiuda una porta e ci si prepari ad aprire un portone. É il tempo del coraggio e non piú delle scelte a casaccio o, peggio, solo politiche per accontentare questo o quel portatore di voti. Parliamo della città della musica e di arte.

E questi, poi, sono i risultati?

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