Cosa potrá imparare Sanremo da questo Festival senza turisti? E la politica che fa?

di Ilio Masprone

SANREMO. In cittá succede che qualche commerciante si sforza di proporre le piú disparate soluzioni alla ricerca di un Turismo dopo pandemia: adesso poi stanno valutando la possibilitá di andare da mamma Rai a piangere miseria. Nel senso buono del termine, si intende. Ma in realtá idee interessanti da sottoporre all’Ente di Stato non ce ne sarebbero. E poi la Rai ha giá i suoi problemi, quindi é improbabile che possa pensare a Sanremo, Festival a parte. Ma il problema di questa cittá turistica é un altro e qui l’Amministrazione Pubblica entra in campo con poche idee, ma tanto confuse ed é in difficoltá nel programmare un immediato Turismo economicamente sostenibile, con proposte che abbiano un senso internazionale. Da tempo Sanremo gongola quando le si racconta che la Rai nell’arco dell’anno programmerebbe altre riprese per mettere in onda la cittá con spese talvolta inutili da parte dell’Ente, che ne farebbe volentieri a meno, ma deve dare un contentino ai vari Sindaci che si succedono. Sanremo non vuol capire che non ha bisogno di più visibilitá televisiva: 5 serate di Festival bastano e avanzano. La cittá dei fiori e della musica, dice qualcuno, ha la necessitá di investimenti che siano proiettati a produrre Turismo che porti clientela che entri negli alberghi, che faccia uno shopping sano, che frequenti bar e ristoranti, ma bisogna incentivarla questa clientela con qualcosa che non possono essere le manifestazioni in Tv (che se le guardano da casa) o il piccolo evento nella Pigna, con tutto il rispetto per il luogo anche se mal curato. In tutto ció sembra che vi sia una rassegnazione congenita a Palazzo Bellevue che porta verso una situazione di stallo, in attesa di chissá che cosa: elezioni anticipate? Ad oggi, comunque, manca una programmazione che preveda un piano di rilancio, dopo pandemia. Intanto per la prossima estate e non c’è all’orizzonte nemmeno un progetto credibile, ma solo piccole cosette con interventi economici “obbligati’‘. Al paesino Sanremo servono soldi liquidi per cui, parlando di Rai, le si vada a chiedere un Milione in piú sulla Convenzione Comune-Festival (anche a causa di questo brutto periodo di mancati guadagni cittadini) e si lascino perdere nuove trasmissioni: alla Rai potrebbe convenire. Quanto all’Amministrazione approfitti di questa pandemia per dare una svolta decisiva al settore Turismo, casa da gioco compresa: se ne sente un’assoluta quanto immediata esigenza. Il tempo per l’immobilismo è scaduto.

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