AREA SANREMO E I 2 POSTI AL FESTIVAL. IL CPM DI MUSSIDA: MA CHE CI FACCIO QUI?

Dove finisce la formazione milanese, potrebbe iniziare il concorso sanremese. Tutti possono provarci. Ma in pochi diventano partner. Qualche domandina nasce spontanea

SANREMO. Via al Palafiori di Sanremo, la seconda tornata delle audizioni del concorso Area Sanremo che dovrebbe portare due allievi al Festival di marzo, speriamo.

Poco più di 230 i partecipanti esibiti davanti alla Commissione Artistica di Valutazione. La stessa è composta da: Vittorio De Scalzi (Presidente), Gian Maurizio Foderaro, Rossana Casale, Erica Mou e G-Max. Con la strana presenza dello sconosciuto Maurilio Giordana, quale commissario supplente (non è dato a sapere quale sia la sua specifica mansione).

I concorrenti, i nomi dei quali sono segreti (perché?), vengono selezionati in queste prime fasi e ridotti. La finale è prevista per il 21 e 22 novembre prossimi. Fra gli otto vincitori del concorso, la commissione Rai sceglierà due partecipanti alle Nuove Proposte del Festival 2021, durante la serata di AmaSanremo, che andrà in onda su Rai Uno il 17 dicembre.

Intanto, continuano ad essere disponibili per i ragazzi i corsi on line dell’Accademy di Area Sanremo, realizzati in collaborazione con il C.P.M. Music Institute di Milano. Che è la scuola di musica fondata a Milano nel 1984 da Franco Mussida e altri soci (lui, chitarrista, autore, co-fondatore della PFM), e dal 2017 riconosciuta dal MIUR. Un carro di alta formazione a cui attaccarsi, visto che a Sanremo, incredibile a dirsi, non si sono mai sognati di fare formazione e preparazione allo spettacolo? O il contrario? Un carro, quello di Area Sanremo, al quale attaccarsi per tentare di ottenere posti al Festival di Sanremo?

Una spiegazione, riguardo i partenariati, ci sarà: cosa conviene a chi? Il genere di accordi tra chi e cosa non è di pubblico dominio, ma tali partenariati sembrano tra di loro in collisione. Pensiamo che il soggetto da contendere sia lo stesso, sia per Area Sanremo, che per la scuola di Mussida: l’aspirante artista disposto a spendere per iscriversi in questi posti “venduti” come esclusivi. Ebbene, di scuole ce ne sono tante. Allora perché non dare la stessa possibilità a tutti? Perché preferire una scuderia e non l’altra? Ma soprattutto: perché una scuola di Milano viene ad Area Sanremo? Per insegnare a tutti quelli che si iscrivono a Sanremo piuttosto che a Milano? Per darsi? O per prendere? Se si aprisse un centro di formazione musicale a Sanremo, queste scuole residenti altrove, verrebbero lo stesso a presidiare? Oppure della crescita dei ragazzi che non sono i loro iscritti, e della crescita di una città senza la vetrina in pompa magna della Rai, non gliene importerebbe niente?

Con le domande ci fermiamo qui. Ci basta capire che non appena ce ne facciamo qualcuna, nascono dubbi o equivoci di fondo. 

La contraddizione sta nel fatto che una scuola di musica di un’altra città, con propri iscritti non può rappresentare Area Sanremo. A meno che le produzioni non siano le stesse (l’una a insaputa dell’altra, possibilmente). E nel contempo questa benedetta Area Sanremo, che è un concorso (con altri iscritti?), non dovrebbe mettersi a insegnare niente, dal momento che non è provvista di alcun riconoscimento da parte del MIUR. Dovrebbe limitarsi a restare un semplice concorso, che già lì ne avrebbe abbastanza, di gatte da pelare.

Altra cosa incomprensibile, di questo partenariato esclusivo, è l’assenza totale di una qualche citazione o, almeno, un marchio di Area Sanremo sul sito della rinomata scuola milanese, dove non vi è traccia alcuna del concorso Area Sanremo. Per il CPM, Area Sanremo che “investimento” è? E’ stato trascinato a Sanremo, da qualche suo partner già seduto nella cabina di regia? Un concorso sempre meno sanremese e sempre più in mano a soggetti esterni, che hanno a cuore propri interessi e non quelli di una città, avrebbe invece bisogno di imparzialità, indipendenza da ogni scuderia, trasparenza, partecipazione. Purtroppo di questi corsi sanremesi, volendosi informare meglio, sul sito che ci parla di Alta Formazione, master in giornalismo, pubblicazioni editoriali e specializzazioni varie, non vi è traccia. Qualcuno faccia scivolare sulle orecchie dell’emerito Maestro Mussida, la musichetta di Area Sanremo: realtà che esiste veramente anche se incapace di decollare con un proprio carattere territoriale.

Quanto alle porte chiuse c’è da sperare sia solo per la questione Covid 19. Altrimenti si potrebbe pensare che la tanta auspicata trasparenza sia solo fumo negli occhi. 

Tra l’altro la stampa non ha accesso, se non per la sola finale. All’esordio di questo concorso, che ha cambiato nome diverse volte, non c’erano porte chiuse. Le hanno inventate poi…

(nella foto il bel Gianmaurizio Foderaro)

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