SECONDA PUNTATA DI AMASANREMO PER 20 NUOVE PROPOSTE: 15 SONO INDIPENDENTI.

di Illy Masper

SANREMO. La seconda puntata di AmaSanremo su Rai 1 darà altri due nuovi passaggi al palco dell’Ariston per il Festival di marzo o giù di lì. Venti Giovani che si stanno giocando il tutto per tutto nel tentativo di aprirsi una carriera artistica che potrebbe portarli al successo o ad essere dimenticati da un pubblico meno attento alla crescita di questi temerari della nuova musica italiana.

Venti Giovani che arrivano da situazioni più diverse ma, la notizia vera di oggi è che 15 di questi sono assolutamente indipendenti (solo 5 major presenti) e non hanno padrini, non hanno sponsor e sono arrivati da Amadeus in assoluta libertà. Una bella notizia che meriterebbe più ufficialità, anziché venirne a conoscenza da fonti che magari non possono sbilanciarsi più di tanto. Questa volta è diverso?

In passato era esattamente il contrario e i più talentuosi Giovani (in ogni concorso succedeva) erano molto sponsorizzati, alle spalle avevano protettori politici, discografici o pseudo tali, manager pronti a magnificare i propri Cavalli di Razza i quali, tuttavia, se non funzionavano, venivano messi a riposo anticipato. Non è più così?

Vorremmo che lo fosse davvero, nel rispetto delle regole che dovrebbero valere anche nel concorso sanremese di Area Sanremo (sopportato dalla Rai) che conosciamo bene, dove però non sembra essere cambiata la linea, anzi la musica. Di fatto sono cambiate le facce della nuova Commissione Esaminatrice, ma dietro le quinte pare che succeda ancora quello che da anni andiamo scrivendo. Che la trasparenza sia un optional non di queste parti, per cui alcuni Giovani sarebbero tutt’ora “imposti” da gente che sta ancora dietro le quinte del concorso, forte di una posizione che si auto proclama professionale e autorizzata?

I Venti Giovani che partecipano alla trasmissione AmaSanremo sono invece curati personalmente da Amadeus (mai successo prima), perché lui punta con infinita ragione alla meritocrazia e non certo agli accordi sotterranei, quindi gli lanciamo l’invito di verificare che nella città della musica succeda altrettanto: la “sua” Commissione Rai arrivi in tempo utile per stabilirlo. 

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