IL PUNTO: LUTTI ECCELLENTI, CAMPAGNA AMERICANA E FESTIVAL DI SANREMO A MAGGIO?

I negazionisti (politicizzati) inneggiano al reato di procurato allarme, da infliggere sadicamente a chi condivida preoccupazioni sensate, basate su dati statistici e consulenza di esperti. E non si accorgono della realtà. La paura sta diventando il modello di vita: la notizia dei nuovi virus in arrivo, peggiori del Covid19 e verso i quali il nostro sistema immunitario non si attiverà, non è una fake news. Anche se la Liguria non è zona rossa, di fatto i negozi del centro sono chiusi perché la gente non esce più da casa. Quindi a cosa serve la divergenza di opinioni, se contano i fatti più delle opinioni?

di Illy Masper

SANREMO. In questo secondo maledetto periodo di lockdown nel nostro Paese sta succedendo davvero di tutto e di più. Compresa la scomparsa prematura di due eccellenti artisti e due persone perbene: l’immenso romano Gigi Proietti e Stefano d’Orazio (nella foto), bravissimo batterista, autore e amministratore dei mitici Pooh, ritiratosi in anni recenti nella sua Ostia.

Poi la campagna elettorale americana, con il nuovo Presidente Biden in testa, sul quale l’Italia evidentemente punta per farsi dare una mano extra (non si spiegherebbe altrimenti tanto clamore italiano).

E poi ancora, ma molto più sommessamente, ci chiediamo: che fine farà il nostro amato Festival di Sanremo?

A tutto ciò aggiungiamo anche che il Governo del buon Presidente Giuseppe Conte intanto continua ad annaspare sul Covid, pressato da un lato dai clinici, i quali chiedono con forza di mettere il lucchetto all’Italia “per non ritrovarsi a dover scegliere chi salvare e chi far morire“. E dall’altro, l’intera classe politica impreparata, divisiva, litigiosa, confusa e soprattutto gravemente in ritardo da almeno venti anni sulla crescita del nostro Paese. Come se non bastassero calamità naturali, nuovi virus in arrivo peggiori del Covid19 verso i quali il nostro sistema immunitario non si attiverà (vedi #visoni), e crisi finanziaria permanente, anch’essa stabilizzata.

Sì. Aggiungiamolo pure l’argomento Festival. Perché all’italico popolo interessa in qualsiasi momento dell’anno, nonostante le repentine crisi sanitarie/economiche. Quel Festival che sarebbe previsto dal 2 al 6 marzo prossimo quasi a porte chiuse. Vista la situazione, a Roma stanno già pensando ad un’altra data: primi di maggio?

Molto dipenderà da come si evolverà la situazione contagi, da qui a fine anno. Per cui il mese di gennaio sarà il più indicato per avere delle conferme, intanto sul Festival. L’Italia che canta canzoni dai balconi si prenderebbe volentieri una pausa, passando la palla alla kermesse festivaliera

Per tutto il resto, certamente più importante delle sole canzonette, non ci resta che sperare che la Politica si dia una mossa e magari cominci a rinunciare – per qualche mese – ad una parte dei suoi stipendi d’oro, a favore delle classi più abbienti. Ma non contiamoci: sarebbe un miracolo ottenere un taglio da chi ha votato per reintegrare i vitalizi. Ormai viviamo in un mondo disilluso, scettico e abituato a ogni malaffare.

Il momento resta drammatico e preoccupante perché, tra tanta confusione, la benedetta Comunicazione continua ad alimentare false speranze nell’arrivo di un Vaccino santificatore che risolva il problema della pandemia. Ma se ci mancano i comuni vaccini antinfluenzali almeno per scongiurare un peggioramento agli anziani, figuriamoci la copertura all’intera popolazione, per mezzo di un vaccino che stanno ancora studiando! Tutti sappiamo che per molto tempo dovremo convivere con questi nuovi virus e che i problemi, sul piano economico, che stanno ulteriormente emergendo giorno per giorno saranno sempre più disastrosi. Altro che Festival! Il quale, comunque sia, per la TV di Stato (e per la città di Sanremo) sarebbe una grossa boccata di ossigeno. Da grandi eventi come questi dipende infatti la sopravvivenza di molte famiglie che vivono nelle città del turismo per eccellenza. Famiglie di imprenditori che in questo momento molto difficile hanno sospeso le loro attività. Come accadde nello scorso marzo

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