La trattativa tra Rai e Sanremo per il Festival verterà sull’economia dell’evento: Biancheri e Salini a confronto

Di Illy Masper


SANREMO. Il Festival della Canzone è una macchina da soldi che funziona ogni anno sempre di più, ma stride con l’economia di un Paese che sta invece pagando, anche a causa del Covid, una vera e distruttiva recessione interna. E non solo per questa sventurata situazione sanitaria, ma per tutta un’altra serie di ambigue e sbagliate combinazioni che influiscono purtroppo anche sulla gestione della politica che a Roma non trova pace. Sanremo e il Festival sono un caso a parte, perché la gestione economico-finanziaria dell’evento accende sempre in Rai questioni interne, non da poco, sia economiche che gestionali.

L’insofferente città dei fiori, ancora incline alle novità espansive, punta invece ad incrementare l’introito della Rai proponendo una nuova convenzione triennale che passi dai 5 milioni attuali, concessi per i diritti del Marchio Festival di Sanremo, ad almeno 6 milioni, mentre la Rai vorrebbe addirittura uno sconto, magari di un milione. Ma non ci sarà solo la distanza economica nella trattativa, bensì anche, ad esempio, l’eventualità di concedere alla Rai le manifestazioni collaterali al Festival: una sub-gestione “annuale” di quel cadente Palafiori (però rinnovato, prima che diventi sede totale di uffici comunali o parcheggio). Verranno chiesti alla TV di Stato altri impegni per nuove trasmissioni estive: “Sanremo Giovani”, “Un Disco per l’Estate”, “SanremoCantaNapoli”, sempre col Marchio Sanremo, coinvolgendo gli stessi Sponsor ufficiali del Festival; si punterà ad una più stretta collaborazione con quel Casinò Municipale bisognoso di entrate oltre che di una gestione un po’ più connessa.

Insomma Sanremo ha i suoi problemi, la Rai ne ha altrettanti. Ma il Festival è uno solo ed è già abbastanza abusato, quindi c’è la necessità di permeare una serie di nuovi accordi importanti soprattutto per il Sindaco Alberto Biancheri che vorrebbe arrivare alla fine del suo ultimo mandato (tra poco più di tre anni, sempre che le cose vadano nel senso giusto), con risultati concreti che veda finalmente il decollo di una città dei fiori e della musica – dice lui – alla quale resta purtroppo da “sfruttare” solo il “suo” Festival, almeno per questi anni a venire, dopodiché la prossima amministrazione si arrangerà. Anni nei quali dovrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) decollare anche quel mega-progetto relativo al Pala Festival nella zona interessante di Pian di Poma, destinata – a parole – ad ospitare grandi opere strutturali turistiche: e qui la Rai potrebbe avere un ruolo determinante, tanto il Festival è uno solo e qui dovrà restare, pensano a Sanremo. Vedremo alla fine il Sindaco Biancheri cosa sarà in grado di portare a casa da Viale Mazzini 14, dopo l’incontro con l’AD Fabrizio Salini (nella foto un trionfante: Biancheri).

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