Coronavirus, inizia la seconda fase? Intanto il Paese muore di stenti e non produce

Di Giulia Chiuso


ROMA. Le ultime notizie su questo maledetto coronavirus, nonostante il calo dei contagi generale di questi giorni, sembrano comunque allontanare la fine dell’emergenza, che stando alle ultime andrebbe almeno fino al 3 maggio. E poi non è ancora detto perché, dopo quella data, ci sarebbe un ulteriore periodo di misure, la cosiddetta seconda fase (durata tre mesi?), tanto declamata dal Premier Giuseppe Conte nelle sue conferenze stampa. Che poi cosa significhi questa seconda fase gli italiani non lo hanno ancora capito.

Se questa seconda fase é ancora tutta da definirsi, figuriamoci quando sarà il momento della terza. Ormai si contano oltre 18 000 morti, di cui 105 medici e 28 infermieri, giustamente considerati gli “eroi” di questa tragedia, ma il nostro Paese è anche economicamente fermo, bloccato da uno Stato che garantisce, con belle parole, la ripresa ma che, di fatto, è già troppo in ritardo con la messa in pratica delle misure promesse, mentre gli italiani soffrono la fame e perdono il lavoro.

Un ritardo, oltretutto, che mette in seria discussione anche l’imminente estate turistica, fortemente compromessa, non solo a causa del dilagare del coronavirus e dell’assenza di cure comprovate, ma anche perché il Governo italiano ha dimostrato ancora una volta di non essere all’altezza. Perché allora non prendere come esempio la “nemica” Germania che porta avanti comunque una produzione, molto assistita certo, ma che non metterà, alla fine, in ginocchio il proprio Paese? La Germania considera certamente questa come una guerra, e come ogni guerra ha le sue perdite, il suoi morti, i suoi dolori, ma ciò nonostante, pensa al futuro, tira le somme e comunque lavora, soprattutto perché la chiusura totale ha mostrato di essere ben lontana dall’ azzerare il numero dei caduti.

Certo, i tedeschi conteggiando diversamente i morti da coronavirus, escludendo chi avesse già altre patologie — dunque, una fetta consistente dei deceduti, visto che il profilo di chi muore più facilmente é anziano, maschio e con almeno una patologia pregressa — tuttavia imperterriti stanno camminando sulla loro strada che, dal loro punto di vista, è quella giusta, quella che pensa al domani, quando a questa imprevista e scioccante situazione sanitaria si potrá porre finalmente la parola fine (nella foto gli amici-nemici Angela Merkel e Giuseppe Conte).

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