Il 2020, l’anno della ricostruzione ligure ma anche del voto regionale di maggio.

Di Ilio Masprone


RIVIERA LIGURE. Finiti i botti e consumati gli ultimi panettoni con tanto di prosecco, si torna alla normalità e si aprono le porte al nuovo anno 2020, lasciando alle spalle un 2019 che, in quanto a guasti e disastri in casa nostra, ha fatto davvero troppo. Adesso è il tempo della ricostruzione: la Liguria, e il nostro Ponente in particolare, hanno davvero un estremo bisogno.

Non basteranno – dicono a Genova – i soldi stanziati dal Governo per un’emergenza ormai cronica, in un territorio la cui fragilità era nota da tempo e per la quale non si è mai intervenuti con l’impegno che meritava. Correre ai ripari adesso sarà non solo molto più costoso, ma soprattutto più difficoltoso.

Morti e disastri strutturali hanno messo in ginocchio questa Regione la quale, tuttavia, sta cercando nervosamente di risollevarsi perché la vita continua: l’anno appena iniziato, però, dovrà restituire al popolo ligure anche quella dignità e credibilità persa da forze politiche, ed anche private, che sono state poco attente nel capire che la situazione delle nostre strade e strutture locali non avrebbe retto all’impatto della Natura che si sta fortemente ribellando all’Uomo.

E il 2020 sarà, tra l’altro, anche l’anno di una nuova corsa politica che, a maggio, ci porterà alle Elezioni Regionali per le quali la campagna è iniziata da mesi con tanto di battaglie, scaramucce e affronti, anche personali, tra candidati di Destra, Centro, Sinistra, Liste Civiche comprese. L’obbiettivo, poi, è sempre lo stesso: arrivare alle poltrone, al potere di gestire la cosa pubblica.

Comunque, non c’è nulla di nuovo: il politico, o il presunto tale, ci prova, ci riprova e si candida per vincere, fosse anche solo per lo stipendio. Che non è poco. La speranza invece che qualcosa possa cambiare è pressoché persa, la fiducia abbandonata, ma ciò nonostante l’elettore non smette di crederci e andrà a votare, magari mugugnando, ma ci va’ e dà il suo consenso personale, spesso al primo che capita perché conscio del fatto che non cambierà niente.

Nel frattempo il Ponte Morandi prosegue speditamente la sua ricostruzione (come si vede nella fotografia); le strade provinciali e quelle agognate autostrade vengono riparate con disagi per gli automobilisti, sempre più infuriati, e lo abbiamo visto anche durante le passate vacanze di Natale.

Povera Liguria: bella da vedere, da visitare in vacanza, ma difficile da capire, soprattutto come siano fatti i suoi abitanti, sempre più smarriti, desolati e mugugnanti per situazioni che talvolta sono legate alla quotidiana sopravvivenza. Come dargli torto questa volta? Buon Anno a tutti.

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